Un tempo "Appunti di un genio"... ora forse solo schizzi.
lunedì, 16 marzo 2009 | in :
Feisbuc cacca!

Giusto perché mi si infamava di aver rimpiazzato (come molti altri) l'interesse per il blog con FACEBOOK, mi sento in dovere di chiarire la mia posizione.

Mi sono registrato a Facebook poco tempo fa e mi ha subito seccato, non ci entro mai, non lo leggo, non lo aggiorno e comincio a detestarlo da debita distanza.
Ovviamente mi sembra il caso di elencare in ordine sparso le mille altre cose che hanno realmente fatto scemare non tanto il mio interesse quanto il tempo che riesco dedico al mondo blogghistico
  • Il matrimonio ed una casa da curare e completare.
  • Il lavoro preso decisamente più sul serio.
  • Murder party, Giochi di ruolo live e affini in cui recito con grande divertimento e soddisfazione.
  • Giochi da tavolo di vario genere in particolare una follia che ha rasentato la mania per un gioco chiamato Heroscape ed un altro chiamato Descent
  • La Nintendo Wii con tutta una moltitudine di giochi che danno dipendenza, due su tutti Guitar hero e Call of Duty
  • Ricominciare a suonare e cantare nel gruppo di mio fratello denominato Tourandoe
  • Enogastronomia, birre e affini
  • Sci
  • Mantenere le amicizie di sempre
  • Ricominciare a fare giochi di ruolo
Di certo non ho tempo da sprecare su FB, che trovo sia davvero un mesto succedaneo delle piattaforme blog, dove almeno c'è un po' di creatività e desiderio di esprimersi (il più delle volte).
Lo so, non ho scritto nell'elenco nulla di socialmente utile o encomiabile... Per lo più si tratta di attività ludiche e ricreative, ma del resto si sapeva già: Sono scemo e me ne vanto
ombracorta @ 20:29 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, 09 febbraio 2009 | in :
sul cosìddetto "caso Englaro" Ombracorta dice

BAAAASTAAAAAAA!

 


Chiedo scusa al povero volatile, il cui nome zoologico coincide col primo appellativo che mi viene in mente per definire la categoria dei giornalisti, dei politici, del clero e dei militanti (ironia della sorte) per la vita.

Sono nauseato e nonostante mi fossi imposto di non toccare simili argomenti nemmeno con una pertica lunga sette metri eccomi a sfogare un autentico malessere.
Possibile che non si riesca a provare un po' di empatia, compassione e comprensione del termine dignità.
Parola usata invece a sproposito da chi intende protrarre all'infinito una situazione patetica forse solo per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dall'evidente e preponderante e macroscopica ingiustizia e malvagità che regna, dilaga e spopola nel mondo. Ma forse se tutti i media continuano a parlarne è perché, nonostante la mia nausea, forse siamo diventati una società di necrofagi. Forse a questo si è ridotta la gente comune a cibarsi e crogiolarsi del lutto altrui, a interessarsi di tutto ciò che è malsano, morboso e sordido. Basta pensare ai vari tormentoni della recente cronaca nera, da Cogne a Perugia, passando per Garlasco.

Viviamo in un mondo dove migliaia di vite di persone che vorrebbero vivere vengono arbitrariamente ed ingiustamente spezzate... A guerra, peste e carestia si sono aggiunte crimine ed automobilismo. Pare che all'intera Italia, dall'ultimo fesso alla più alta carica dello stato importi solo di una povera donna che  da diciassette anni è impriginata in un limbo di non vita. Perchè si parla solo di diritto alla vita, di dignità della vita e non di dignità della morte? Cosa c'è di sbagliato nell'accettarla con serenità? Perché siamo arrivati a questo, a farne una chiacchera da bar assieme ai risultati della giornata di campionato, mettendo in piazza il lutto e la sofferenza privata di una sfortunatissima famiglia?

A volte vorrei rifuguarmi a vivere lontano da questa civiltà nella quale non mi riconosco, magari nel cuore della foresta Amazzonica, in una tribù Metyktire... Ma ahimè anche quella sarebbe una soluzione tragicamente provvisoria. Non c'è scampo dall'abbraccio del mondo.


Da "A me le guardie" di Terry Pratchett, dialogo tra il Patrizio Lord Vetinari, governante della città di Ankh Morpork ed il signor Vimes, capitano della guardia cittadina.

- Io credo che lei trovi la vita così problematica perchè pensa che ci sono le persone buone e le persone cattive - disse l'uomo, - Ovviamente si sbaglia. Ci sono, sempre e solo, le persone cattive, ma alcune di esse si trovano su sponde opposte- . Indicò con una mano sottile la città e si avvicinò alla finestra.
- Un grande ruggente mare di male - commentò, quasi fosse di sua proprietà. - Più basso in alcuni punti, ma più profondo, oh, così più profondo in altri. Ma la gente come lei mette insieme piccole zattere di regole e confuse buone intenzioni e dice, questo è l'opposto, questo trionferà alla fine. Sbalorditivo! - Dette un'amichevole pacca sulla spalla a Vimes.
- Laggiù - proseguì, - c'è gente che seguirà qualsiasi drago, venererà qualsiasi dio, tollererà ogni iniquità. Tutto a causa di una specie di monotona cattiveria quotidiana. Non la malvagità veramente alta e creativa dei grandi peccatori, ma una specie di oscurità dell'anima massificata. Si potrebbe definirlo peccato senza una traccia di originalità. Accettano il male non perchè dicono sì, ma perchè non dicono no. Mi spiace se questo la offende - aggiunse dandogli un'altra pacca sulla spalla, -ma gente come voi ha davvero bisogno di noi -.
- Davvero, signore? - domandò Vimes pacatamente.
- Oh sì. Noi siamo gli unici che sanno come far funzionare le cose. Vede, l'unica cosa che la gente buona sa fare bene è rovesciare quella cattiva. E in questo siete davvero bravi, glielo garantisco. Il problema però è che è l'unica cosa in cui siete bravi. Un giorno si suonano le campane e si abbatte il malefico tiranno e il giorno dopo tutti si trovano seduti in cerchio a lamentarsi del fatto che da quando il tiranno è stato ribaltato non c'è nessuno che porti via la spazzatura. Perchè le persone cattive sanno come pianificare. Si potrebbe dire che fa parte delle specifiche. La gente buona sembra non averne il pallino- .
- Forse. Però si sbaglia sul resto!- esclamò Vimes - E' solo perchè la gente ha paura, ed è sola... - Si interruppe. La scusante sembrava piuttosto vuota, perfino a lui.
Egli alzò le spalle. - Sono soltanto persone - aggiunse. - Fanno solo quello che fanno le persone. Signore -.
Lord Vetinari gli fece un ampio sorriso.
- Ma certo, ma certo - disse - Lei deve crederlo per forza, capisco. Altrimenti diventerebbe pazzo. Altrimenti penserebbe di trovarsi su un ponte sottile come una piuma sopra le volte dell'Inferno. Altrimenti l'esistenza non sarebbe che un'oscura agonia e l'unica speranza sarebbe la non esistenza della vita dopo la morte. Capisco -.
ombracorta @ 08:32 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 12 gennaio 2009 | in : pensieri, cinema
Se fossi in uno zombie movie....



Mi piacciono gli zombie movie.
Non uno in particolare, né come film, dal punto di vista strettamente cinefilo. Anche perché tutti quelli che ho visto qualitativamente parlando lasciano piuttosto a desiderare. Credo che mi piaccia l'idea che sta alla base di questi film: gli zombie e la lotta per la sopravvivenza.
A differenza di tutti gli altri disaster movie infatti, la calamità rappresentata da un'invasione di morti viventi affamati di carne umana è l'unica che ti ponga di fronte a seri dilemmi etici e a scelte difficili.
Si può dire che mi facciano pensare...

La minaccia non sono disastri naturali, alieni o semplici mostri. Sembrano in tutto e per tutto gente comune, magari sono tuo fratello, tua madre, tuo figlio o tua moglie....

Qual'è il confine tra l'essere "normali" e l'essere "zombie" a ben vedere?

Lo zombie è spinto solo è unicamente dai bisogni primari e dall'istinto. Vuole solo del cibo. Carne umana, per l'esattezza. Insomma a parte la peculiare preferenza verso il cannibalismo e l'andatura eccessivamente claudicante, il morto vivente non è altro che un essere umano regredito ed affamato.

E perché ci fanno tanta paura? Perché tutto questo rappresenta la barbarie, esseri che non hanno nulla da perdere, che non si preoccupano del superfluo, dello sfondo del cellulare in tinta coi calzini, dell'estetica trascendentale Kantiana, ma solo di avere un pezzo di carne ancora calda tra i denti. E non ci puoi ragionare o discutere,non li puoi raggirare con bei discorsi o comprare con soldi o collanine. Lo Zombie se ne fotte e appena glielo permetti ti addenta. Poi, ironia della sorte ecco che diventi anche tu emaciato, stracciato e affamato, pronto a sbranare quello che prima combatteva al tuo fianco contro l'orda.

Potente...
Ora voi non vi siete mai chiesti che cosa fareste in una situazione simile?

  1. Verreste subito sbranati perché troppo poco aiutanti, carismatici, simpatici o interessanti ai fini della trama?
  2. Imbraccereste un fucile, o pistola o qualsiasi tipo di arma dimostratasi efficace, fino a che non verreste comunque divorati vivi?
  3. Fuggireste e vi nascondereste come topi fintanto che inevitabilmente verreste azzannati per diventare a vostra volta zombie?
Fino a che punto pensate che si possa spingere il vostro eroismo, il vostro stomaco forte e spirito di sopravvivenza?

Mi piace pormi queste domande e mi cullo nell'illusione che tutto sommato farei la mia discreta figura, anche grazie alla cultura che mi sono fatto grazie a questi film e al buon allenamento di svariati videogames.
Ho persino la presunzione di credere che eviterei di fare tutte quelle cazzate che combinano i protagonisti (a causa degli sceneggiatori) e che alla fine li cacciano sempre più nei guai.

E poi voglio continuare a credere e sperare che simili questioni resteranno per sempre oziose domande e stupide fantasie....

Talvolta però non posso fare a meno di domandarmi anche cosa succederebbe se tutti noi patissimo davvero la fame. Come andrebbe a finire la nostra società civile non si trovasse più il cibo nei supermercati, benzina nei distrubutori? Quanto si può essere civili con la pancia vuota, se basta il furto di un parcheggio o che l'auto davanti a noi che si attardi al semaforo per farci ribollire il sangue nelle vene?
L' uomo non é buono. Si può scegliere tra un "Mors tua vita mea" ed un "Homo homini lupus" per estrinsecare sinteticamente e latinamente il concetto. Oggi, a queste latitudini, ci va bene perché siamo lupi ben pasciuti, abituati all'agio, addomesticati, ma in fondo credo che sia innegabile la malvagità umana: del resto basta ascoltare un notiziario o sfogliare un giornale.

Secondo uno studio del World Institute for Development Economics Research delle Nazioni Unite, il 2% della popolazione adulta del mondo possiede oltre la metà di tutta la ricchezza mondiale. Non vi siete mai chiesti cosa succederebbe se il rimanente 98% si incazzasse sul serio e reclamasse la sua parte?

Forse é meglio concentrarsi sul make up e sugli effettacci splatter, che ne dite?
ombracorta @ 00:08 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 08 gennaio 2009 | in :
Anno sabbatico




Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the strain)
Ch-ch-Changes
Don't want to be a richer man
Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the strain)
Ch-ch-Changes
Just gonna have to be a different man
Time may change me
But I can't trace time


-Changes- David Bowie


Non c'è un vero motivo per cui non ho più scritto, così come forse non esiste un preciso motivo per cui stasera, dopo mesi e mesi di totale assenza da Splinder e da tutto ciò che riguarda i blog, ho deciso di andare a rivedere i vecchi Appunti di un genio.

Poi mi ha preso qualcosa.... Un ghiribizzo. E mi sono detto. Facciamolo, perché no?
Anziché l'ennesima partita alla Wii, anziché proseguire con la lettura di Pratchett, anziché dormire accanto alla mia mogliettina dalle guance di marshmallows eccomi a rimettere in sesto il mio vecchio e negletto quaderno di appunti.

Adesso che ci penso, questo é un periodo in cui ho smesso di rimandare a domani.
Beh, non proprio smesso, diciamo che lo faccio meno di prima, ed in fondo è già qualcosa.

Inutile dire che ho dovuto apportare qualche modifica, ma del resto forse dopo un anno sono cambiato anch'io. Tanto per cominciare ora ho l'aspetto della custodia contenente il vecchio ombracorta (Ombralarga?). Be' dopo un anno di matrimonio,vivendo per di più ad Abbiate-grasso cos'altro poteva accadermi?

Ad ogni modo, rivisto oggi il titolo Appunti di un genio mi appare davvero troppo pretenzioso. Non so bene cosa succederà in questa seconda metà della mia vita blogghistica, né so se proseguirà o se si esaurirà nello slancio d'una notte insonne. Però penso che saranno più che altro abbozzi, tratteggi, schizzi d'ombra.

Ho anche deciso che non merito più di fregiarmi con l'immagine dello Snoopy scrittore... Mi ha fatto male cancellarlo dalla testata, ma quello è il simbolo di un'altra epoca, quando innamorato del mio blog mi lanciavo in quotidiani sproloqui. Chissà forse sul campo riguadagnerò il titolo di genio.... Forse se tornerò a scrivere con maggiore costanza potrò tornare ad essere il bracchetto davanti alla macchina da scrivere.

Infine penso che abbandonerò definitivamente la piazza venezuelana e dunque la dicitura Il blog più letto nei peggiori internet point di Caracas. Intanto perché il Pampero ha cambiato Spot e poi  perché credo sia più opportuno mantenere un basso profilo ritirarsi a vita privata. Così questo diverrà un blog di nicchia, solo per i veri estimatori delle mie cazzate (se ce ne sono ancora).

Insomma, come spero abbiate capito, questo non vuole essere un trionfale ritorno. Ma solo un timido riaprire la botola del mio felice bunker e guardare cos'è successo da queste parti nel frattempo. Ho detto che non esiste un motivo preciso per cui ho rotto il mio silenzio, ma forse ne esiste uno impreciso anche se é difficile da formulare a parole. E' una sensazione diciamo, una cosa di pancia, una specie di nostalgia. Ecco.... é la netta impressione che con  molte belle persone, conosciute grazie a queste pagine non avessimo ancora finito di dirci quello che c'era da dire.

Insomma Ombracorta is still alive e voi?
ombracorta @ 02:28 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
sabato, 26 gennaio 2008 | in :
3. Babbo Natale non esiste! Non più

"Babbo Natale è morto! Sorpreso dalla moglie impegnato in un amplesso clandestino con la fatina dei denti, il ciccione bastardo è letteralmente scoppiato per la vergogna. Unico ricordo, due stivaletti impellicciati e fumanti sul letto ed una fatina spiaccicata sul soffitto. Ma il Natale si avvicina e qualcuno deve riprendere le redini della slitta e dare una regolata a quella masnada di elfi fannulloni e sindacalizzati. E così, sei personaggi sono stati convocati da Mr. Believe per dirimere una spinosa questione: chi succederà a Babbo Natale?"

Questa era la traccia della serata On-Stage! tenutasi lo scorso 19 Dicembre all'associazione ludica Torredelnaviglio. On-Stage! si autodefinisce un metodo di improvvisazione teatrale ed è sostanzialmente un connubio di gioco di ruolo live e recita a soggetto, inventato da Luca Giuliano nel lontano '95.
In questa serata natalizia organizzata da sulfureo, i personaggi erano gli sgangerati esserini che popolano del Mondo delle feste, intenti a contendersi, con intrighi, ricatti e dibattiti, l'incarico di successore di Babbo Natale.
CAST:

  • La fatina dei dentini (una piccola e svolazzante ninfomane)
  • Il re di Halloween (un sinistro affarista senza scrupoli)
  • Il coniglio pasquale (un maniaco vizioso fumatore e alcolista con tendenze depressive)
  • Titana la regina delle fate (ovvero una crudele mistress senza pietà)
  • Pimp l'elfo aiutante-capo di Babbo Natale (un sindacalista venduto e arrivista)
  • Ishmael il serafino (un integralista cattolico sessualmente represso)

In questo caso io interpretavo il piccolo insopportabile Pimp, con un'ombra davvero cortissima ;)


 

ombracorta @ 11:11 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
venerdì, 11 gennaio 2008 | in :
2. Il presepio fatto in casa

Quest'anno, essendo il primo Natale della nostra neonata famiglia, abbiamo voluto fare le cose per bene. L'intero jackpot della natalità, ovvero albero e presepe.
Sì sembra assurdo in una casa dove mancano ancora lampade, mobili e persino il lavandino di un bagno pensare a simili futilità, ma del resto questa è Maison Tasan.
Per l'albero la cosa è stata semplice, in una delle gite al Leroy Merlin abbiamo visto un bell'albero farlocco superscontato. 59€ ribassato a 49€, ribassato a 39€ (probabilmente è fatto di amianto). Le palle nella casa paterna non sono mai mancate, dunque abbiamo preso un giro di lucine azzurre dall'elettricista et voillà. Sotto la vigile direzione artistica di Chiara ho appeso le palle argentate e rosse, rispettando l'armonia, il colpo d'occhio e la sezione aurea. Ed ecco che nel giro di una serata avevamo il nostro elegante albero, troneggiante nell'ingresso di casa accanto a sacchetti, scarpe e oggetti non identificati del trasloco.
Più complicato è stato il discorso presepio. Infatti una domenica a pranzo dai suoceri mi sono sentito dire alle cognate "Il presepe lo facciamo noi, col DAS". La cosa avrebbe dovuto da subito suonarmi come una cazzata clamorosa. Perchè, primo non ho nessuna esperienza in scultura, secondo il Natale era ormai imminente (ormai i babbi rampeghini si moltiplicavano a ritmo vertigionoso) e terzo in quel periodo non eravamo mai in casa e quando ci fossimo stati, la stanchezza e le cose da fare avrebbero di certo prevalso sull'amore per la scultura.
Ma ormai mi ero fissato e avevo annunciato spavaldamente il mio intento anche ad altri amici. Non potevo tirarmi indietro, Elisa mi aveva addirittura strappato la mezza promessa di metterci una mummia e di nascondere almeno un braccio dentro al muschio (vedi "presepio imminente" di Elio e le storie tese ***) Dunque comprammo i panetti di DAS e una domenica sera imposi alla mia sposa di fabbricare insieme la Sacra Famiglia.
"Io mi prendo Maria, tu Giuseppe e il bambino"
"Ma come li facciamo?"
Mi chiese lei
"Facili, facili, stilizzati"
Però, via via che manipolavo ci prendevo gusto e diventavo sempre più ardito, al punto da sbilanciarmi in dichiarazioni, che a ripensarci oggi, a lavoro finito, definirei forse eccessive.
"Sono la reincarnazione di Michelangelo! Sono Canova redivivo! Guarda che meraviglia, guarda il doppio velo, il mantello, le piege"
Ed aggiungevo sempre più dettagli, così che il progetto artistico si è trovato sconvolto in corso d'opera. Chiara dal canto suo aveva manipolato un Giuseppe culturista: una specie di playmobil wrestler con la testa sferica (a suo dire bellissimo e strafigo). Dunque conclusa la sessione di scultura, prima di mettere le statuine ad asciugare sul termosifone, mi sono permesso di dire. "Aspetta faccio due modifiche a Giuseppe". Prima che Chiara potesse impedirmelo avevo già cominciato a devastare la faccia, piegarla, forarla, deformarla per aggiungere dettagli, espressione, zigomi, naso e mascella.
Alla fine le ho mostrato una creatura con la testa di un vecchio pescatore con la masticazione invertita e il ciuffo prominente, montata sul precedente corpo da atleta modellato da Chiara. Ecco, lei non è stata molto contenta, ha persino sostenuto che avessi rovinato per sempre il suo Giuseppe. Si è anche discusso, devo ammetterlo, ma alla fine la cosa si è risolta con un "non lo farò più".
Per fortuna il bue e l'asinello, qualche sera più tardi, furono molto più semplici da realizzare e, a dirla tutta, sono risultati poi i pezzi meglio riusciti dell'opera. In una terza sera li abbiamo dipinti ed infine, all'alba del 23 dicembre siamo riusciti a costruire una grotta, usando carta roccia e la scatola dei bicchieri di cristallo regalati da Zombo per le nozze e a disporre tutti i pezzi, in mezzo a paglia e muschio.
Qualche sera dopo Chiara avvista Elisa intenta a ravanare nella grotta.
"Cosa stai facendo?"
"Sto cercando il braccio!"




Ecco qua le foto dell'improbo lavoro. Non siete tenuti a dire che è bello, ma nemmeno siate troppo sinceri chiaro?
presepio




***"Sta scendendo già la mirra
sulle mummie del presepio
Non vi avevo ancora detto,
l’ho ambientato nell’antico Egitto -
Una mummia fa - fa, fa, fa -
il pastore
l’altra mummia fa - fa, fa, fa -
il pescatore
una mummia fa il laghetto
sono mummie molto brave
ma hanno un piccolo difetto, questo:
Gli dai un dito
 e ti prendono un
braccio,
lo nascondono nel muschio
e lo devi
ritrovar."

ombracorta @ 18:07 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
giovedì, 10 gennaio 2008 | in :
Natale 2007
Da: "cronache di Maison Tasan"



1.L'invasione dei Babbi rampeghini
Quest'anno ho visto il Natale arrivare mentre passavo la scopa elettrica in camera da letto. L'ho scorto con la coda dell'occhio dalla nostra finestra senza tende, incarnato nella nostra dirimpettaia in versione "casalinga del sabato mattina". Era lì tutta intenta ad appendere all'esposizione dei rigori invernali un piccolo essere vestito di rosso. Lì per lì ho strabuzzato gli occhi e spento l'UVER per assistere attentamente alla scena. Lo menava su e giù, gli alzava la gambetta, lo atteggiava come un Messner in miniatura e poi se lo riguardava con quell'aria sempiternamente insoddisfatta.
In quel momento capito di trovarmi di fronte all'ennesima imbecille moda natalizia. Il Natale sta arrivando e questa volta ha l'aspetto di piccoli nani informi vestiti di rosso. Dopo i pessimi cappellini luminescenti, direttamente da qualche manifattura schiavista della Cina, l'esercito dei babbi natali rampeghini! Come gli agenti della SWAT si arrampicano indefessi sulle facciate dei nostri palazzi. Protesi in uno sforzo eterno restano lì, senza mai riuscire a raggiungere il davanzale o il parapetto del balcone.
E l'uomo della strada si chiede: ma come pensano sti deficenti di poter scalare la casa con appena due gradini di una rudimentale scala di corda o, i più duri, con pochi centimetri di fune? Ma poi Babbo Natale, se proprio dev'essere, si cala dal camino, arriva con la slitta volante e soprattutto è uno, per giunta grande e grosso (tendente all'obesità perfino). Dunque chi sono questi impostori rampeghini? Saranno mica uno stratagemma dei Rumeni per farci entrare in casa inosservate orde di ladruncoli?
Ma ormai è troppo tardi, prima di poter correre ai ripari i fetidi esseri deturpano a frotte tutta Milano e forse l'intera nazione. Lo diceva Berlusconi che stavano arrivando i rossi!
Ora sospiro tra la voglia di regalarmi un fucile a pallini per il tirassegno e un senso di sconforto per l'idiozia dei miei simili.


...presto seguiranno altri raccontini natalizi
ombracorta @ 09:16 | commenti (5)(popup) | commenti (5)